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Questi pazzi pazzi occhiali

Questi pazzi pazzi occhiali

Questi pazzi pazzi occhiali

Questa è (sarà), una pazza pazza pazza estate di occhiali.

Con in mente l’immagine di un’icona vintage degli occhiali stravaganti, Peggy Guggenheim, e di un’icona nuova del trasformismo, Lady Gaga, alcuni stilisti hanno realizzato delle montature “particolari”.

Le lenti di Prada sono delle opere d’arte tra l’epoca moderna e l’età barocca. Il virtuale ne ha decretato il successo, il reale chi lo sa. Quelle di Mercura NYC delle opere concettuali in cui la funzione del vedere, non è indispensabile. Quelle di Jeremy Scott x Linda Farrow sono infine, delle opere surrealiste che si avvicinano molto a gioielli sovversivi.

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Trend Alert: colore e frutta, tanta frutta…

Trend Alert: colore e frutta, tanta frutta

Trend Alert: colore e frutta, tanta frutta

Del colore d’inverno abbiamo parlato abbastanza. Del colore d’estate abbiamo anticipato (e ci sarà modo di approfondire le note turchesi). Delle stampe ne abbiamo accennato. Ma della frutta, non avevamo ancora detto nulla (a parte il doveroso post dedicato all’abito-tovaglia di Stella McCartney). Tema in realtà primaverile/estivo, ma come altri trend anticipato in inverno.

La frutta, leggo, si è vista nella persona di Miuccia Prada, che quando arrivata a Londra per il doppio appuntamento apertura nuovo store/Turner Prize, indossava un paio di orecchini a forma di banana (la signora però lancia messaggi confusi, perché da regina di stile italiano, si trasforma in regina del kitsch. Gli orecchini e i bracciali, come tutta la collezione con cuori e frutta non è solo una copia dei modelli anni Ottanta, ma un vero e proprio accessorio plasticone, che sarebbe anche divertente se non avesse prezzi da semi-couture).

E sempre firmati dalla stilista, ne indossava un paio a forma di mela rossa, la starletta Cheryl Cole.

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Made In…Prada

Prada Made In Japan

Prada Made In Japan

La curiosità mi uccide come a un gatto. Non vedo l’ora di vedere gli abiti e soprattutto le etichette che Prada ha deciso di realizzare per la capsule collection 2011, Made In. Una decisione che supera la questione etichette e produzione (anche se non il prezzo, vera ragione di polemica vista la produzione).

Ha ragione il brand che così rende visibile e senza frontiere un elemento confuso del settore moda, o è solo apparenza, visto che la sostanza produzione=costo rimane invariata?

Riprende un po’ il discorso che avevo fatto riguardo al cambiamento di concezione rispetto al Made In, anche se in questo momento, più che la questione in sé, l’etichetta così anomala, mi piace oltre ogni logica. E potrebbe generare un seguito da collezione, diventando (tra gli estimatori), oggetto di culto. Per avere ovviamente, l’alpaca del Perù, i ricami dell’India, i jeans del Giappone, il tartan della Scozia. Tutto Made In Prada.

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San Valentino di bijoux: da Chanel a Louis Vuitton, da Prada a Mulberry

Creazioni di Louis Vuitton

Tra la rete e i negozi si vedono tanti gioielli e bijoux lanciati in occasione di San Valentino. Mi sembra che i brand si siano scatenati, sapendo che realizzare micro collezioni tematiche per feste diciamo anche pompate, può dare grandi risultati.

Alcuni accessori vengono creati appositamente, altri vengono solo lanciati o rilanciati in occasione di San Valentino, ma ovviamente sono gioielli destinati a rimanere (vedi le Chiavi e i Cuori di Dodo).

Louis Vuitton propone dei love gifts di vario genere. Secondo me raggiunge la follia con il bracciale charms, che sarà pure molto carino, ma ha dei prezzi assurdi. Il charm a cuore con gemme costa 4.200 euro. Non riesco a trovare giustificazione nella spesa neanche se è fatto in oro e pietre preziose. Peccato perché il design rock-romantico mi piace molto. Facendo un calcolo dei charms del modello in foto, il prezzo totale supera i 27 mila euro! Se proprio si vuole portare qualcosa con la firma LV, i bracciali rigidi hanno un costo più modesto tra i 210 e i 285 euro (alcuni sono in resina e cristalli, altri in legno e decorazioni in bronzo dorato).

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Prada: video d’artista come pubblicità per l’uomo S/S 2010

Still fotografico dal film First Spring di Yang Fudong per Prada

C’è un settore della moda i cui confini stanno sconfinando nell’arte, quello della pubblicità. I grandi marchi hanno capito che per catturare l’attenzione di un pubblico sempre più refrattario ai messaggi propagandistici tradizionali, dato l’inquinamento visivo, serve qualcosa di diverso. Ecco quindi la produzione di corti girati da artisti. Da un po’ se ne parla, e qualcuno forse nel passato ci aveva già provato, ma ora accade in modo più incisivo. Pubblicità tradizionale giù, videoarte su = corti pubblicitari d’artista.

E Prada, sempre all’avanguardia non solo nella moda ma anche nell’arte contemporanea che segue con attenzione, si è aggiudicata una delle prime file, commissionando all’artista Yang Fudong la campagna S/S 2010 uomo, che lui ha tradotto in un film di 9 minuti in bianco e nero First Spring (visibile sul sito Prada).

Molto sofisticato, bellissime immagini, ma per me poco penetrante. Non so se sia corretto fare paragoni, ma li faccio lo stesso cominciando così una mappatura, e a parità di strumento gli preferisco il corto di Pringle of Scotland, con la molto incisiva Tilda Swinton.

In generale i cortometraggi sulla moda stanno assumendo un loro ruolo, dal film su Valentino a quello su Vogue fino al festival A Shaded View on Fashion Film.

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Vita Prada: alla stilista piacciono i gioielli

Copertina del libro Vita Prada

Sto leggendo il libro Vita Prada, che come è facile intuire parla della coppia Bertelli-Prada della omonima casa di moda.

Dalle pagine viene fuori la descrizione di una coppia fuori dagli schemi tipici di un mondo in cerca di celebrità da mettere in prima fila. Uno stile volutamente defilato, molto chic e snob (che io associo alla città di Milano) che ha fatto la fortuna del marchio. Mi sembra che di Prada si parli meno rispetto agli anni Novanta (quando il marchio è decollato e il negozio di Piazza di Spagna era preso d’assalto dai giapponesi, come se si fosse alla fiera degli sconti), ma forse il brand si è solo consolidato, e ora l’attenzione è concentrata su Miu Miu.

Ad ogni modo c’è una cosa che la signora Prada ama: i gioielli. Più o meno questo è un desiderio di ogni donna, ma lei apprezza particolarmente il genere, soprattutto nelle giornate NO. E visto che se lo può permettere ne ha di bellissimi. Come dice Anna Wintour, la sua collezione è ritenuta tra le più belle d’Europa. Apprezza soprattutto gli smeraldi (che immagino avrà in abbondanza). Non so se ancora lo faccia, ma nel passato frequentava il gioielliere Fred Leighton di N.Y. e Pennisi di Milano. E tra gli oggetti a cui non potrebbe mai rinunciare ci sono: una collanina in perle di plastica, il suo portafortuna, e degli orecchini della sovrana di Bulgaria (per capire che gioielli possiede…). Ma è bello leggere che unisce il sacro con il profano.

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