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Penne, piume, pellicce: gioielli primitivi, per moderne cavernicole

Creazione di Daydream Nation

Creazione di Daydream Nation

Non solo abiti per le Signore delle Nevi, ma anche accessori per moderne cavernicole. Da Louis Vuitton a Daydream Nation a Chris Habana (che ha abbandonato con guadagno, lo stile funky-punkish), gioielli lanosi e pon-pon pelosi. E anche anelli con aquile e forme, che richiamano lo stile navajo degli indiani d’America.

Tricot, penne, piume, pellicce (vere, verissime), pellicciotti (finti, fintissimi) e colore (oltre alle solite catene e perline). Una variante di indian summer invernale, che ricorda lo stile degli hippie californiani anni Sessanta, diventati rock nei Settanta, diventati impellicciati nel 2010.

Tra i tanti stili proposti, da quello bon-ton anni Cinquanta a quello aviator anni Ottanta, quello delle pellicce (almeno su Londra), sembra essere il vero trionfatore.

Chissà se ci sono delle ragioni sociologiche in questa svolta primitiva, o solo estetiche. Perché non ci vedo tanto Peace and Love, non ci vedo tanto ritorno alle origini, quanto lotta per la sopravvivenza (dopo le ossa, i pellicciotti). O magari è solo una rivincita psicologica, che, contro l’effetto serra, ci fa sperare in un inverno rigido.

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Vetrine londinesi: il kitsch chiassoso di Louis Vuitton

Louis Vuitton Londra 2010

Il kitsch chiassoso di Louis Vuitton Vs. l’eleganza creativa di Tracey Neuls parte I.

Altre vetrine londinesi, quelle di Louis Vuitton, che come detto il 28 maggio ha aperto al pubblico il suo negozio (inaugurato per i ricchi e famosi il 25 e nei giorni successivi per quelli ricchi ma meno famosi).

Ho voluto sottolineare negozio, perché si è ironizzato qui a Londra, sui ripetuti tentativi del brand di spacciare lo spazio vendita per maison. E per accentuare questo aspetto poco consumistico, lo store è stato trasformato in un tempio dell’arte contemporanea. Dalle vetrine all’architettura dello spazio alle installazioni interne ai libri d’autore. Secondo me inutilmente perché tutto può fare Vuitton, tranne che definirsi un luogo di cultura. Non potrebbe essere un posto più chiassosamente kitsch e all’insegna dei soldi, con la tonalità oro come colore dominante.

Non ci sono ragioni di invidia nella mia critica (Balenciaga Girl), non ci sono ragioni di morale. Come è stato dimostrato dalla storia recente, la nostra è una società basata sui consumi. E quindi più si spende e meglio è per l’economia (e qui io contribuisco tantissimo!). Quello che disapprovo è la costruzione scenica e teatrale, dettata a tavolino di un’operazione che vuole creare delle disparità (come se già non fossero evidenti), puntando alla scala dei desideri dei più sfigati verso i più privilegiati. Un’operazione marketing di successo comprovato dai ricavi in crescita della società. Così l’inaugurazione è stata studiata perché tutti sapessero che le attrici (anche un po’ decadute), che le modelle (anche un po’ decadute), che le celebrity (che non possono essere decadute dato che non sono mai arrivate), fossero tutte presenti. Quello che disapprovo è il visibile disprezzo per quella massa che fa diventare ricco il marchio.

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Vetrine londinesi: tra lusso che avanza e lusso che chiude, la creatività di Kabiri

Kabiri Marylebone Store, la vetrina in carta di Jessica Dance

Un po’ di vetrine londinesi, tra lusso che avanza e lusso che re-cede.

Kabiri di Marylebone ha fatto realizzare da Jessica Dance, una vetrina deliziosa. Tutta realizzata in carta, inscena una stanza creativa con macchina da cucire, radio, pc, tutto ricavato da questo materiale. C’è anche un video che spiega il processo creativo del paper artwork. Chissà se verrà capito e se la gente verrà mossa da curiosità.

Louis Vuitton è il lusso che avanza prepotente. Un negozio dalle dimensioni importanti e dalle scenografie sontuose di Peter Marino, è in fase di allestimento su New Bond Street. Il 28 maggio l’apertura al pubblico, il 25 ai divi-ni. Al momento le vetrine sono color oro…

E lusso che chiude. Luella, e il suo grande cuore malinconico…

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San Valentino di bijoux: da Chanel a Louis Vuitton, da Prada a Mulberry

Creazioni di Louis Vuitton

Tra la rete e i negozi si vedono tanti gioielli e bijoux lanciati in occasione di San Valentino. Mi sembra che i brand si siano scatenati, sapendo che realizzare micro collezioni tematiche per feste diciamo anche pompate, può dare grandi risultati.

Alcuni accessori vengono creati appositamente, altri vengono solo lanciati o rilanciati in occasione di San Valentino, ma ovviamente sono gioielli destinati a rimanere (vedi le Chiavi e i Cuori di Dodo).

Louis Vuitton propone dei love gifts di vario genere. Secondo me raggiunge la follia con il bracciale charms, che sarà pure molto carino, ma ha dei prezzi assurdi. Il charm a cuore con gemme costa 4.200 euro. Non riesco a trovare giustificazione nella spesa neanche se è fatto in oro e pietre preziose. Peccato perché il design rock-romantico mi piace molto. Facendo un calcolo dei charms del modello in foto, il prezzo totale supera i 27 mila euro! Se proprio si vuole portare qualcosa con la firma LV, i bracciali rigidi hanno un costo più modesto tra i 210 e i 285 euro (alcuni sono in resina e cristalli, altri in legno e decorazioni in bronzo dorato).

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I gioielli preziosi di Lorenz Bäumer per Louis Vuitton

Creazioni di Lorenz Bäumer per Louis Vuitton

Dovrebbe essere arrivata nella sede parigina di Louis Vuitton, la collezione di gioielli disegnata da Lorenz Bäumer, la prima del jewelry designer per la casa di moda francese. Intitolata L’âme du Voyage (l’anima del viaggio), rievoca il principio fondatore del marchio, quello del viaggio espresso attraverso la creazione delle valigie, i prodotti iniziali per cui è diventato celebre Vuitton.

Oltre alla sua casa di gioielli Bäumer ha disegnato per Baccarat e Chanel. Vuitton gli ha lasciato mano libera, avventurandosi così in un campo non certo di massa. Ma è il passo che la casa di moda vuole intraprendere, con l’obiettivo di costruire un profilo credibile anche nel campo della gioielleria.

Pezzi unici dal design originale che ruota intorno al cerchio e ai cerchi che si intrecciano con pietre preziose colorate. I diamanti sono stati tagliati a forma di stella e di fiore, i simboli del brand, e presentano più sfaccettature del normale. L’effetto è splendido. Un omaggio alla popolazione semi-nomade africana dei Masai e dei collari che sono abituati ad indossare.

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Gli accessori 2010 di Louis Vuitton

Creazioni di Marc Jacobs per Louis Vuitton 2010

Mi ripeto ogni volta, ma non sono tra le fan di Louis Vuitton, non capisco il fascino della stampa classica sempre uguale che invece cattura un pubblico di fedeli che cresce in continuazione (e su cui il gruppo LVMH ha incrementato gli investimenti visti i risultati), e questo anche quando sono state avviate collaborazioni artistiche prestigiose (da Takashi Murakami a Richard Prince). Ma, se questi sono gli accessori primavera 2010 disegnati da Marc Jacobs, allora anch’io divento (a parole) una fedele!

Borse dal design fuori schema, bracciali vivaci e chic.

Via | The Fashionista

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Dalle orecchie di coniglio a quelle di gatto, il nuovo trend per capelli

Creazione di Kim

Creazione di Eugenia Kim

Le conigliette più famose sono quelle di Playboy, ma stando a quanto si vede, alcuni stilisti stanno cercando di ringiovanire il tema, con accessori per capelli che riprendono il design, dai cerchietti agli stivaloni lunghi in pelle. Entrambi sarebbero da lasciare a chi orbita nello spettacolo, ma se proprio si vuole navigare quest’onda, ecco le proposte a cui ispirarsi.

Le orecchie flosce e giganti che Marc Jacobs ha disegnato per Louis Vuitton. Non so nemmeno se siano in produzione, ma oltre che sulla passerella, sono quelle indossate da Madonna al Met Gala.

Le orecchie di topo e di coniglio disegnate da Maison Michel, semplici o con veletta in pizzo come indossate dalle sorelle Olsen e da Lady Gaga (copertina di settembre di NEO2).

Le orecchie di gatto di Eugenia Kim, quelle forse più accessibili (sia per stile che per costo) alla massa.

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