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I gioielli buonumore di Lamia Benalycherif

Collana di Lamia Benalycherif

Collana di Lamia Benalycherif

Piume, frange, perline, come non le avete mai viste utilizzate fino ad ora. Non almeno con questa creatività così vivace e originale. Colori fluo estivi, nastri, catene, in un mix che si indossa come collana e in alcuni casi anche come bracciale.

Lamia Benalycherif è una designer francese, che dopo 4 anni presso Ralph Lauren ha intrapreso il suo percorso che include viaggi (con toccate in Brasile, Marocco, Senegal) e finding riutilizzati nei modi più particolari. Non è uno stile etnico, non è gitano, non è bohemian, è il Nuovo Maximalism.

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Il nuovo etnico di Sweetlime

Collande di Sweetlime

Collande di Sweetlime

Colore, pietre, perline, stoffa. Sweetlime di Elspeth J. Walker, riunisce in ogni gioiello un po’ di tutto questo e un po’ di Asia. I gioielli sono realizzati impiegando materiali trovati localmente (in India o in ogni luogo attraversato viaggiando), lavorati a mano, per un effetto etnico moderno ogni volta diverso e ogni volta unico. Ci sono anche dei braccialetti dell’amicizia, ma nel suo caso, facendo cose molto più interessanti, risulta un tema banale.

E c’è un elemento che spunta in molte di queste creazioni, oggetto “in” che sta attraversando più stagioni e più designer: la nappa. Che sia fatta con perline, che sia fatta con filo, è un tema di passamaneria che ritroveremo anche in inverno. D’altra parte l’effetto ricamato, etnico, boho/hobo/gypsy chic, si sta impadronendo anche di borse e accessori…

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Lo stile esotico di Ottoman Hands

Anello di Ottoman Hands

Anello di Ottoman Hands

Brand avviato nel 2009 da Deniz Gurdal, Ottoman Hands, ricalca la tradizione dei gioielli Ottomani, con un guizzo di modernità. Realizzati  a mano da artigiani e gemmologi turchi, i gioielli impiegano metalli nobili come l’argento e il bronzo ricoperto d’oro, lavorati con pietre semi-preziose, grezze o levigate.

Ebbene, questi bijoux colorati e pieni di storia, li ho trovati in un corner di Topshop. Per questo dico che il mio apprezzamento verso gli accessori dello street brand, aumenta.

Questi gioielli rendono molto di più visti da vicino, perché sono molto colorati, esotici, appariscenti. Pur avendo dei prezzi accessibili, risultano assai più cari della varia bigiotteria firmata Topshop.

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I bracciali dell’amicizia e gli skull di Topshop

Bracciale dell'amicizia di Topshop

Bracciale dell'amicizia di Topshop

Sempre in tema di Topshop, quando ci sono entrata per la terza volta, ho trovato gioiellini più carini del solito (anche se dal sito, l’effetto è migliore che dal vivo). Dopo aver guardato bene stili e tendenze del presente e del passato di altri designer, lo street brand ha realizzato molti bracciali dell’amicizia (Aurélie Bidermann qualcuno?) e ha infilato teschi su nastri floreali (Vanities qualcuno?). Non riesco a distinguere tutti i sottogruppi e le collaborazioni del marchio, ma ci sono vari nomi che realizzano accessori. Ad esempio Orelia, ad esempio Made.

Però vedo che appena c’è un design un po’ più studiato, i prezzi aumentano, e alla fine non sono per niente economici. E se la produzione non è artigianale e locale, c’è un guadagno del brand pazzesco.

4 strass su pelle possono costare 20 sterline. I braccialetti in filo, con micro-charm o conchiglie dalle 15 alle 25 sterline.  Considerato il tutto, non li trovo proprio regalati, anche se rispetto ai corrispettivi di design, costano la metà se non un terzo.

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I bracciali dell’amicizia di Accessorize

Bracciali dell'amicizia di Accessorize

Bracciali dell'amicizia di Accessorize

Era tanto che non mi recavo da Accessorize, un tempo lontano, meta più amata. E ho scoperto che anche il brand, realizza bracciali dell’amicizia e altri modelli in sintonia con i trend attuali fatti di fili, corda e altro.

Le versioni di alcuni di questi bijoux non sono male, e se si chiude un occhio sulla produzione (che avviene in India), che permette ovviamente prezzi bassi, il risultato finale è carino.

Il filo non è trattato a differenza delle versioni migliori più artigianali, il che mi fa pensare che sono destinati a sfilacciarsi velocemente.

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Le piume solide di Chan Luu

Le piume solide di Chan Luu

Le piume solide di Chan Luu

Tema dalle origini “antiche” (come capirete dal post di domani), le piume piacciono al mondo della moda che ne subisce il fascino, insieme allo stile navajo, alla lotta tra indiani e cowboy, che ripropone a cicli decennali  (’70, ’90, ’00).

Piume che qualcuno tratta in modo organico, piume che qualcuno tratta in modo solido. A me piacciono tutte le piume, ma quelle di Chan Luu, solide in oro rosa, un po’ di più. Hanno il vantaggio di non sciuparsi nel corso di una stagione, ed essere così pronte (sempre che non ci si stanchi molto prima), per il prossimo revival vintage del futuro.

Le propone insieme a nuove combinazioni che si aggiungono al classico wrap bracelet. PIù corda, meno pelle, e tante perline.

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ilGiardinoblu: gioielli organici che evolvono

Collana ilGiardinoblu - segreti 2011 - argento, legno, canapa, cotone, carta, garza, sale fossile

Collana ilGiardinoblu - segreti 2011 - argento, legno, canapa, cotone, carta, garza, sale fossile

Da ilGiardinoblu di Francesca Mancini, alcuni gioielli organici realizzati con elementi “rubati” alla natura, trovati e ritrovati nel cammino della designer.

Il caso di questi gioielli, creazioni (e non è per retorica che lo dico), veramente uniche e particolari, si ricollega a diversi temi trattati in passato. Da quello propriamente dei gioielli con elementi naturali, a quello con materiali di recupero, a quello dibattuto sulla questione scuole Vs. esperienza pratica.

Benché con studi in ambito creativo (Accademia di Belle Arti NABA Milano), la designer non ha frequentato scuole specifiche di design sul gioiello o corsi di oreficeria. Ma il risultato è come se li avessi fatti, perché lo stile è studiato. Questo darebbe ragione a chi sostiene che non sia necessario perfezionare il talento naturale con studi accademici, che il gusto viene da dentro. Ma la dà anche a me, che sostengo che l’educazione serva, perché comunque Francesca Mancini ha perfezionato la sua creatività attraverso l’arte e il design. E si vede nella scelta dei colori, nella proporzione degli accostamenti, che aiutano a dare forma all’immaginazione interiore.

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