LJW 2011: a Treasure tendenza metalli eco e pietre fair-trade

London Jewellery Week 2011

London Jewellery Week 2011

Quella appena passata, è stata la settimana della London Jewellery Week, che per il secondo anno mi ha vista girare per banchetti, mercati e fiera.

Il Pop-Up non c’è stato, peccato, al suo posto un Treasure più colmo, con alcuni dei designer precedentemente visti nello spazio mobile.

Alcuni di questi artigiani del gioiello li ricordavo, e non hanno diversificato molto lo stile del loro portfolio, altri si sono presentati per la prima volta, altri ancora mi dovevano essere sfuggiti l’anno passato.  Al di là di premi e riconoscimenti che mi vedono poco informata, e della territorialità inglese, il fattore novità di questo evento del gioiello prezioso e non, fatto a mano, è stato il riciclo dei metalli preziosi, che insieme al riutilizzo di pietre (che se nuove sono di origine fair-trade), è un approccio che si sta allargando nel panorama del design del gioiello internazionale. Se moda o atteggiamento etico veramente sentito, è difficile da stabilire, così come capire se il pubblico recepisce la cosa, è interessato e condivide, o non la considera affatto.

Bracciale di Ute Decker minimalism arm piece II - Photography: Elke Bock

Bracciale di Ute Decker minimalism arm piece II - Photography: Elke Bock

Tra le designer che hanno sviluppato questo settore Ute Decker, i cui pezzi mi è capitato di vedere in altre due occasioni stabilite dal destino (in un pop-up shop trovato mentre andavo altrove, e poi da @work gallery, che vende alcuni dei suoi gioielli). Lo stile è facilmente riconoscibile, perché è scultoreo, dinamico, aereo (adatto ad abiti kaftani o a linee rigorose e asciutte) e perché l’argento e l’oro hanno un effetto sabbiato. Bellissimi, ma impegnativi. Per scoprire la sua filosofia, c’è il sito.

Linnie Mclarty, è l’altra designer che condivide con la Decker etica, estetica ed eventi a cui partecipa. Stile scultoreo, metalli e pietre di origine certificata (che significa paga equa e non utilizzo di minori per l’estrazione di metalli e pietre), design artistico. Bellissimi, ma vanno gestiti con cautela.

Anello di Gina Melosi

Anello di Gina Melosi

Gina Melosi ricicla l’argento e utilizza pietre australiane di origine fair-trade, con uno stile e con un concept molto artistico. Costruisce intorno a schegge di vetro, involucri in argento placcato poi in oro o rodio. Le schegge sembrano delle saette adatte ad un Giove dei tempi mitologici, dei lampi impazziti di luce preziosa dai contorni lisci e frammentati. Al concept originale, al materiale insolito, si aggiunge un design mistico-rock-organico, frutto forse, del lato artistico della sua creatrice…

Bracciale di Zelia Horsley Jewellery

Bracciale di Zelia Horsley Jewellery

Zelia Horsley Jewellery, non appartiene invece a questa scuola “etica”. I suoi sono bijoux in argento e plexiglass, abbinati in modo trendy-chic. Catene grandi e sottili e colori primari per uno stile che mi piace molto, e a vedere dalla sua pagina press, non solo a me.

Anello di Sushilla

Anello di Sushilla

Sushilla. Attraverso i suoi anelli di pietre dure sfaccettate o lisce, dallo stile caramella, si entra in un’altra tendenza recente, quella di un ritorno al new classic. Pensate a Gilda’s Tryst, pensate a Monica Vinader. Anelli di un’eleganza classica, ma luminosi e accessibili.

Alice O'Neill

Alice O'Neill

Alice O’Neill, ha un approccio concettuale molto sofisticato, più oggetto che gioiello. Le immagini fanno capire poco i pezzi.

In tutto questo vasto panorama femminile, il gioiello per uomo, ha avuto spazio? Mi aspettavo di più. C’era, ma troppo nascosto tra le gioie femminili, il che genera confusione. Banchi dedicati solo al genere maschile, avrebbero secondo me, più effetto. Si dice che il settore sia in crescita, con richieste per anelli, bracciali, collane, e anche per spille e pinze per i soldi, che si fanno più consistenti.

Tomasz Donocik realizza gioielli per uomo o in molti casi unisex. La stessa Linnie Mclarty crea anelli che si estendono su più dita, indirizzati al campo maschile.

Ma questa, come altre manifestazioni dedicate al gioiello e al craft, rimane un appuntamento prevalentemente femminile, sia nell’offerta (bijoux) che nella domanda (pubblico). Il che vuol dire che nel futuro si entrerà nell’era del gioiello per uomo, dove c’è spazio di crescita…

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