Stilisti: chi è In e chi è Out

Stilisti: chi è In chi è Out

Stilisti: chi è In chi è Out

In quello strano gioco della dama che è il mondo della moda, gli stilisti sono diventati delle pedine, che vengono fatte fuori dalla sera alla mattina.

Ultima a soccombere in questo pazzo pazzo mondo è Hannah Macgibbon, che lascia Chloè per essere sostituta da Claire Waight Keller (ex di Pringle of Scotland). Preceduta solo pochi giorni fa da Patrick Robinson che è stato allontanato da Gap, che è stato preceduto da Tommaso Aquilano e Roberto Rimondi allontanati dalla Gianfranco Ferré, preceduti da Christophe Decarnin (anche se sembra che dietro ci fosse molto lavoro di stylist = Emmanuelle Alt, si assomigliano anche nella forma fisica lunga e magra) allontanatosi da Balmain, preceduto da John Galliano (anche eccessivamente) allontanato da tutto e tutti, preceduto da Milan Vukmirovic (quasi un uomo rinascimentale) allontanato da Trussardi, preceduto da Vanessa Seward allontanata da Azzaro, preceduta da…non lo so, sto perdendo il conto.

Resisterà Sarah Burton ad Alexander McQueen? Perché a dispetto del suo momento di gloria post-nozze William and Kate, ha dato un’impronta personale a quello che è stato lo stile del defunto Lee? Non c’era neanche nell’abito da sposa…

Come diceva la saggia Heidi Klum in Project Runway:  As you know in fashion one day you’re in, and the next day you’re out.

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3 commenti

Archiviato in Chiacchiere di moda

3 risposte a “Stilisti: chi è In e chi è Out

  1. Al di la’ del discorso xenofobo, Galliano non mi e’ mai piaciuto perche’ dimostra apertamente di non amare le donne mortificandole con trucchi e abbigliamenti (ma soprattutto trucchi) da moribonde.

    • Io l’ho sempre trovato teatrale ma molto bello. Più nel passato, quando era meno noto e faceva fatica ad emergere. Al di là di quello che ha fatto (frutto tra l’altro di una mente alterata da alcool e sostanze, dubito che viste le sue scelte di vita possa pensare quello che ha detto), trovo triste che sia stato abbandonato da quelli che prima non facevano che venerarne le capacità artistiche e nella fase del suo declino (prima fisico che creativo), fanno finta di ignorarlo. Ma questo rispecchia il punto: In un giorno e Out il giorno dopo.

  2. detta

    E’ difficile far conciliare la creatività che ha bisogno di tempo e un po’ di follia con i grandi gruppi azionari (si dice così?) che detengono il mercato della moda e vogliono utili a breve tempo. Perciò si cambia continuamente alla ricerca del filone giusto che poi si spreme per benino fino alla nausea.

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