Breve guida anti It-bag

breve guida anti it-bag

Prima fila da sinistra a destra: Cappellino Vs. Céline. Seconda fila da sinistra a destra: Mulberry Vs. Tila March

Stanca di vedere crescere senza giustificazione i prezzi delle borse firmate e stanca di vederle indossate in ogni angolo del globo, ho cercato delle opzioni. Qualcuno potrebbe dire che fino all’altro post ero tra le sostenitrici della It-bag, e che le mie sono lacrime di coccodrillo. C’è del vero in questo, c’è del vero in quello. Perché il fenomeno del modello must della stagione secondo il mercato dei brand di lusso, si dovrà esaurire prima o poi e io non ne anticipo che i tempi. Non significa rinunciare, significa diversificare aprendosi ad altri nomi di designer non anonimi e sprovveduti, solo meno brandizzati e un po’ più di nicchia, con produzioni in alcuni casi locali, eco e fair trade (dove locale non si riferisce solo ai paesi in via di sviluppo, ma anche a quelli occidentali che riprendono in mano settori dati a terzi. Meno prodotti, meno offerta, meno varietà; più qualità, più originalità, più esclusività).

Breve guida anti it-bag

Prima fila da sinistra a destra: Cappellino Vs. Proenza Schoulder. Seconda Fila da sinistra a destra Ikou-Tschüss Vs. Jil Sander

Nella breve guida anti It-bag:

  • Alla Ps1 di Proenza Schouler io controbatto con la Richard di Ally Cappellino (migliore delle offerte di Maje e UA)
  • Alla shopping bag di Jil Sander io controbatto con la eco borsa di Ikou-Tschüss
  • Alla sportina di Céline io controbatto con la Archie (sempre) di Ally Cappellino
  • Alla Tillie di Mulberry io controbatto con la Colette di Tila March
  • Allo zaino di Alexander Wang io controbatto con quello di Lost Property of London
  • Alla Happy Pop clutch di Lanvin (le pochette di questi tempi si chiamano clutch), io controbatto con la Black circles di Sammy
Breve guida anti it-bag

Prima fila da sinistra a destra: Wang Vs. Lost Property of London. Seconda fila da sinistra a destra: Sammy Vs. Lanvin

Su Ally Cappellino e Ikou-Tschüss tornerò con post dedicato, mentre spendo due righe su di un paio di brand.

Sammy è un prodotto etiope, realizzato da manodopera del territorio con materie locali (dalla pelle al cotone della sacca che contiene la pochette). Colori bellissimi, pelle morbidissima, e uno dei pochi casi in cui il giallo, ha la sua ragione di essere nella/alla moda.

Sammy

Pochette Sammy

Lost Property of London è un brand inglese che ricicla tessuti (come sacchi di iuta di caffè con produzione eco-solidale), per creare borse fatte a mano, molto eleganti, nella loro essenzialità.

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6 commenti

Archiviato in Borse, Chiacchiere di moda

6 risposte a “Breve guida anti It-bag

  1. Ottima scelta la eco borsa di Ikou-Tschüss vs shopping bag di Jil Sander! condivido

  2. Patty

    Delle borse carine e made in Italy le fa la Gabs di Firenze.
    http://www.gabs.it/

  3. La Cèline mi piace (parecchio) di più della controparte. Per le altre sono parimerito (ok, forse in qualcuna sono sbilanciato verso le firmate). Però tra gli zaini non c’ è paragone: abbasso Wang!

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