Lo stile notturno di Violet Darkling

Violet Darkling

L'anello teschio di tarsio di Violet Darkling

Notturno. Lo stile di Violet Darkling è notturno. La designer non ritrae solo o tanto cose dark, quanto soprattutto animali che vivono la notte. E spesso nella loro versione più scarnificata. Teschi di gufi, e teschi di tarsio, l’animale più sconosciuto mai utilizzato in ambito gioielli.

E con Momocreatura, è una delle poche designer che ritrae il lato o-scuro del mondo animale, normalmente rappresentato, nella sua versione diurna e solare.

Gli anelli sono bellissimi esteticamente, fatti bene e portabili. Senza dimenticare di dire, originali. Perché vi è mai capitato di indossare la riproduzione di un teschio di tarsio?

Violet Darkling

L'anello teschio di tarsio di Violet Darkling

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L'anello teschio di tarsio di Violet Darkling

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2 commenti

Archiviato in Anelli, Gioielli Donna Stile Gothic

2 risposte a “Lo stile notturno di Violet Darkling

  1. Patty

    Io il tarsio lo conoscevo solo per una poesia di una delle mie poetesse preferite, Wislawa Szymborska. Belli questi anelli e meno inquietanti (per me) di quelli con teschi umani.

    Tarsio

    Io, tarsio, figlio di tarsio,
    nipote e pronipote di tarsio,
    piccola bestiola, fatta di due pupille
    e d’un resto di stretta necessità;
    scampato per miracolo ad altre trasformazioni,
    perché come leccornia non valgo niente,
    per i colli di pelliccia ce n’è di più grandi,
    le mie ghiandole non portano fortuna,
    i concerti si tengono senza le mie budella;
    io, tarsio,
    siedo vivo sul dito d’un uomo.

    Buogiorno, mio signore,
    che cosa mi darai
    per non dovermi togliere nulla?
    Per la tua magnanimità con che mi premierai?
    Che prezzo darai a me, che non ho prezzo,
    per le pose che assumo per farti sorridere?

    Il mio signore è buono –
    il mio signore è benigno –
    chi ne darebbe testimonianza, se non vi fossero
    animali immeritevoli di morte?
    Voi stessi, forse?
    Ma ciò che già di voi sapete
    basterà per una notte insonne da stella a stella.

    E solo noi, pochi, non spogliati della pelliccia,
    non staccati dalle ossa, non privati delle piume,
    rispettati in aculei, scaglie, corna, zanne,
    e in ogni altra cosa che ci venga
    dall’ingegnosa proteina,
    siamo – mio signore – il tuo sogno
    che ti assolve per un breve istante.

    Io, tarsio, padre e nonno di tarsio,
    piccola bestiola, quasi metà di qualcosa,
    il che comunque è un insieme non peggiore di altri;
    così lieve che i rametti si sollevano sotto di me
    e da tempo avrebbero potuto portarmi in cielo,
    se non dovessi ancora e ancora
    cadere come una pietra dai cuori
    ah, inteneriti;
    io, tarsio,
    so bene quanto occorra essere un tarsio.

    (Wislawa Szymborska)

    • a dire che la moda non è cultura…
      io non conoscevo il tarsio e non conoscevo questa meravigliosa poesia e non conoscevo questa straordinaria poetessa. Sono andata subito a cercare notizie su di lei e ho letto che vende (in termini di quantità) come una saggista, e vista la materia, la poesia, ha dell’incredibile. Grazie Patty.
      In quanto al tarsio, è un animale dolcissimo. Sono d’accordo con te che non solo non lo trovo inquietante come il teschio umano, ma lo trovo anche un genere nuovo. Il mondo animale notturno.

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