It-bag cercasi…

It-bag

It-bag cercasi...

Quale altro accessorio moda, fa concorrenza ai gioielli, in termini di interesse (follia) femminile? C’è chi dice scarpe, c’è chi dice vestiti, c’è chi dice profumi, io dico (insieme a milioni di altre donne…), borse.

Notavo con dispiacere, che la borsa intesa come it-bag, amata da sempre ma diventata oggetto di un vero e proprio culto negli ultimi dieci anni, sta diventando sempre più irraggiungibile. Le aziende ne stanno approfittato, lanciando sul mercato modelli sempre più ricercati e nuovi, ma anche sempre più cari. Brand un tempo di livello medio, se trovano il modello giusto, fanno il salto di qualità, raggiungendo il grado di lusso nel giro di un paio di anni. E con l’immagine aumenta il prezzo (e non c’è bisogno di scomodare l’iva, per capire che non è dovuto a lei tutto l’aumento). Ogni modello nuovo che esce come borsa dell’anno, è sempre più caro. E’ vero che i mercati che si aprono sono tanti, ma in compenso si rischia di chiudere quelli occidentali.

It-Bag cercasi

It-bag cercasi...

L’idea di una classifica delle borse top più chic, mi è venuta dopo aver fatto questi ragionamenti e dopo aver provato orrore nel vedere l’uso di alcuni brand, sputtanati (il francesismo è adeguato al concetto) ai miei occhi ormai per sempre.

Ho pensato quindi a dei brand e a dei modelli troppo discreti per essere oggetto di interesse globale. Al posto del  marchio, del logo, delle iniziali, al massimo avranno una borchia, una fibbia, una cerniera…

Eccole le it-bag che speriamo poter continuare a desiderare e poi a comprare, che insomma l’aspirazione non diventi impossibile, così da toglierci ogni possibile sogno:

  • PS1 di Proenza Schouler. La top delle top per discrezione ed eleganza. Sì, sarà un po’ da ufficio, ma il colore (blu notte, verde muschio, bianco clinico),  e i dettagli in oro, la rendono sofisticata. Gli stilisti hanno trovato il modello della loro (e nostra) vita
  • City, Part-time, Office, The First di Balenciaga. Qualsiasi modello del brand, è memorabile. E con le rifiniture oro rosa, è (quasi) imbattibile
  • Bauletto Rocco di Alexander Wang. Il designer è uno dei pochi creativi rimasti indipendenti, che ha avuto il coraggio di avviare una casa di moda con il suo nome, rinunciando alla sicurezza di un lavoro aziendale (su Industrie si parla di questo fenomeno da multinazionale, dello stilista figura non più creativa ma di manager). Wang, promessa della moda, è già una conferma con le borse. La Rocco è pesante, verissimo, ma è molto affascinante
  • Aurore di Chloè. Hannah MacGibbon ha rinnovato un modello di gran successo, la Paddington (disegnata da Phoebe Philo), declinandola in varie forme. Il lucchettone è stato ridimensionato, ma la consistenza rimane la stessa. Pulizia delle forme, eleganza discreta, anche se le borse sono pesanti
  • Peek-a-boo di Fendi. Il brand ha avuto la Baguette, il Croissant e ora la Peek-a-boo (che qualcuno ha definito la Birkin dei poveri). Tanto sono kitsch quelle in tessuto con logo F in evidenza, tanto è discreta questa. Se la Birkin sta raggiungendo il punto di massa critica, la Peek-a-boo è ancora lontana da quella fama
  • Il modello classico sportina in pelle intrecciata di Bottega Veneta. Che quando la pelle assomiglia a raffia è incredibile. Un classico che è stato rispolverato e salvato dalla crisi. Riusciranno a diventare a dispetto del loro prezzo, delle it-bag globali? Al momento sono la realtà di una micro nicchia
  • 2.55 Classic Flap di Chanel. Badate bene, non il modello Re-issue (bellissimo ma ormai di una nicchia allargata), quanto la versione classica originaria, molto signora borghese bon chic. Un cofanetto dalla linea pulita e senza C in vista e dalla storia solida (è una borsa simbolica). E se non ci sono loghi in vista…
  • Happy di Lanvin. Il titolo è strano, ma certamente sarei molta contenta con questa borsa al braccio, un po’ signora Chanel, un po’ signora Lanvin
  • Classic Box di Céline. La Philo non si spreca in allegorie, e ha scelto un titolo molto chiaro. La forma di questa borsa sembra infatti quella di una scatola. Più lineare di così non si potrebbe. Non riesco a farmela sognare, ma è una bellissima borsa intramontabile. Una scatoletta che costa però, una fortuna
  • Marquise di Pucci. Arrivato da poco, Peter Dundas ha subito restituito una borsa dalla linea punk-chic in camoscio nero, che è stata riproposta quest’anno in versioni più grandi e in pellami diversi. Ha una linea ambigua. La forma è per signore perbene, i dettagli sono per signore arrabbiate. Se Lanvin è Happy, Angry sarebbe stato secondo me il titolo appropriato per questo modello
  • Chyc di Yves Saint Laurent. Sull’onda del successo della scatola di Céline, ci si sono gettati in molti. Pucci ha tirato fuori il lato punk, YSL il lato chic. In versione bianca la Chyc, l’ho già detto, è bellissima, come tutta la linea di accessori (pochette e portafogli). Nonostante il logo, rimane discreta
  • Constance di Hermès. Se fosse un gioco di scatole cinesi, questa le conterrebbe tutte. Molto classica, molto elegante e non molto vista
  • Alexa e Bayswater di Mulberry. La prima ha decretato il successo del brand inglese, confermando quanto espresso già con la seconda. Il successo se ci si pensa è una questione di dettagli. La famosa Alexa altro non è che una cartella rivisitata anche molto somigliante alla più elegante PS1 (venuta prima). Poche sfumature l’hanno resa non solo una borsa desiderabile, ma vendutissima

Le scommesse sono invece rappresentate da Reflex di Lanvin e Tillie versione tote di Mulberry, due nuovi modelli che trovo interessanti anche se non del tutto originali (molto stile Settanta). Da desiderio insomma. Ma i prezzi, come dicevo sopra, rendono il sogno sempre più irraggiungibile. Entrambi sono ampiamente sopra le 1000 sterline. E non vedo la ragione, soprattutto per Mulberry. Ho invece escluso volutamente Kelly e Birkin perché ai miei occhi mi sembrano diventate le borse a cui aspirano celebrity tamarre anche se ripulite e escort. Un crollo aspirazionale a cui ho dovuto assistere nell’ultimo anno. La mia vista è stata offesa…no, no, no, io la Birkin non la vo…

Un elemento unisce borse e gioielli, l’uso dell’oro rosa (vero o placcato o imitato), che dalle catene e charm è colato su borchie e fibbie e cerniere.

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5 commenti

Archiviato in Borse, Chiacchiere di moda

5 risposte a “It-bag cercasi…

  1. Ma lo sai che sono rimasto colpito dai tuoi articoli? Sono lucidissimi e scritti molto bene!
    Solo non mi piace la PS1, e devo dire che a Roma se ne vedono di Balenciaga (non con l’ oro rosa, però) e Pee-ka-boo (che tappezzano con il logo ff all’ interno, che schifo!). Lanvin fa la Amalia che è molto bella (x me) e “accessibile” (985 euro). Poco vista, almeno qui a Roma.
    Per quanto riguarda Hermès ci si deve lanciare su kelly come questa: http://luxury.malleries.com/authentic-hermès-kelly-32-retourne-amazone-horseprint-barenia-purse-i-34451-s-278.html?images=true#img2
    o sulla nuova lindy
    Passa da me, se ti va: http://girastilemondo.blogspot.com/

    • Ciao Matteo,

      intanto grazie. In quanto alla PS1, può non piacere ed essere considerata anche troppo ufficio. Le sensazioni sono tutto. A me piace molto (ma tanto cara). Le Balenciaga, ho visto una crescita incredibile anche io un po’ ovunque. Chissà perché, neanche dire che le “svendono”. Lanvin è un po’ il “mito” del momento. Se ne parla ma in effetti non si vede molto in giro. Quando vado da Selfridges (Londra), il corner di Balenciaga e Mulberry è pieno di gente, il suo no. Che in termini di esclusività è meglio. Forse è troppo chic per essere ancora di “massa”. Farò presto un salto anche da te. Buon uic (week end, detto all’italiana).

      • Haha, “Che in termini di esclusività è meglio. Forse è troppo chic per essere ancora di “massa” sei troppo forte!
        Allora, che te ne pare del mio modesto blog? Posso copiarti (citando e sottolinenado le fonti) l’ articolo che hai scritto sul packaging?

      • sì sì fai pure. Addirittura così di valore il post, da essere citato? ahah rido io 🙂
        In quanto al tuo blog, come Roma, è un amore (dal punto di vista estetico, poi viverci a Roma è un’altra cosa) ahah

  2. Haha, condivido! Passa a trovarmi ogni tanto, chissà che non trovi qualcosa che ti sia famigliare…

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