Editoria di moda: le 3 riviste da leggere

Editoria da leggere: Industrie

Editoria di moda: Industrie

Dopo aver fatto ricerca sul territorio, dopo aver sfogliato, letto, ritagliato e buttato magazine di moda di vari editori, ho trovato le riviste che seguirò con interesse nelle prossime edizioni. Non che rinuncerò al resto, ma ho in realtà ridotto molto le mie letture, a causa della mancanza di idee e della ripetitività degli stessi nomi, degli stessi argomenti, delle stesse pubblicità…

Ma di queste tre, Industrie, Acne Paper, Elle Usa, so invece che, mi resterà qualcosa, visto l’approccio non convenzionale alla moda e al mondo che vi gravita intorno, con perlustrazioni differenti.

Diverse dalla solita corrente le prime due (stile fuori misura, formato fazzoletto gigante di carta opaca, pubblicazione non frequente), più convenzionale la terza (stile in linea con la tradizione da magazine di moda, carta patinata, pubblicazione mensile).

Editora da leggere

Editoria di moda: Acne Paper

Ci sono ragioni valide per seguirle tutte, ma in particolare le prime due, che hanno capito che non serve pubblicare ogni mese, che non serve seguire la corrente, che non serve scrivere delle ultime notizie. Tanto l’online batte qualsiasi cosa venga stampata. Tanto lo fanno già tutti gli altri. E forse hanno trovato la formula che salverà alcune forme di editoria cartacea.

  • Industrie. Il secondo numero è da leggere (nel vero senso della parola). Oltre la copertina (che ha fatto anche parlare di sé per un Marc Jacobs travestito da donna, secondo me come il protagonista di Vestito per uccidere) c’è di più. Un discorso su fast e slow fashion. Una classifica sui nuovi creativi. Ma è sugli articoli veri e propri che mi soffermerei. Miguel Adrover. Se non avete mai sentito parlare del designer che ha detto no ad Anna Wintour e che all’inizio degli anni ’00 sembrava il futuro, questa è una buona ragione per comprare la rivista. Floriane de Saint Pierre. Se vi siete mai chiesti, quali siano i processi di selezione di alcune menti creative, questa è la seconda buona ragione per leggere la rivista. Rodarte. E’ probabile che le conosciate, ma forse non sapete che c’è un po’ d’Italia in loro, quella più povera e discriminata. Se amate guardare le immagini e odiate leggere, queste sono due buone ragioni per NON leggere la rivista
  • Acne Paper. Aspettavo con ansia questa uscita, dove trovo conferma dei miei iniziali entusiasmi. La copertina sembra un dipinto. Lo si capisce a priori, prima di leggere che la persona ritratta è il performer Leigh Bowery, modello per Lucian Freud. Il numero inverno 2010/2011 si intitola The Studio Issue. La prefazione è quanto molti di noi pensano del momento storico. Troppa forma, poco contenuto. Troppa conformità. Troppa cultura corporate. Troppo profitto. E nessuna idea innovativa. In questo numero la moda viene trattata solo in forma di body painting, tutto il resto è arte, quindi se non amate il genere, NON comprate questa rivista
  • Elle USA. L’unico magazine convenzionale del gruppo, in cui avverto però, un’aria nuova. Sarà che la redazione sembra scatenata tra reality e mondo blog, ma si respira l’entusiasmo scoppiettante da West Coast, anche se la rivista ha sede a New York (The City)
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