Viaggio in Italia II: dal globale al locale

 

Viaggio in Italia: dal globale al locale

 

Terminata la fase incubazione idee/impressioni post viaggio in Italia, che mi ha richiesto alcuni giorni di riflessione (anche perché avevo cose arretrate. Questo flusso di comunicazione continua non lascia spazio a interruzioni, il che se ci si pensa, è una prigione volontaria in cui ci siamo rinchiusi tutti), eccomi a parlare di quello che ho fatto e visto in Sicilia.

La meta è stata scelta in base ad un invito a conoscere più da vicino e nel dettaglio quello che offre il design/artigianato (ho sempre maggiori difficoltà a dare una definizione precisa dei due termini), italiano. Perché, parlo forse di quello che succede nel mondo, trendy o non trendy che sia, di tipo anglosassone. Ma in effetti trascuro, senza veramente rendermene conto, quello che offrono altri mercati a partire da quello italiano, paradossalmente il mio (anche se diciamolo, abbandonato per mancanza di opportunità e movimento).

E così ho deciso di colmare il vuoto.

Il problema non è solo mio, o meglio la responsabilità non è solo mia, ma è soprattutto dei media ufficiali che si sono fatti colonizzare dallo spirito anglosassone, molto più forte nel campo marketing-vendita. E così nelle pagine delle riviste glossy, nelle pagine dei quotidiani, in tv, non si vedono immagini di prodotti locali, non si parla più di tradizione regionale. A meno che non siano brand del Made In Italy, diventati ormai delle multinazionali, che tra l’altro stanno perdendo colpi (la bellezza di un Dolce e Gabbana delle origini, era questa capacità di tradurre lo spirito siciliano in una lingua internazionale, ridisegnando la tradizione in modo moderno senza però dimenticarla).

Io non parlo ovviamente di prodotti culinari, che al contrario abbondano di presenza. Parlo ovviamente di gioielli e bijoux.

Non ne faccio una colpa alla colonizzazione anglosassone, perché a loro va il merito di essere stati capaci di inondare con le loro idee, il mondo. E a forza di vedere le cose in un certo modo, le si assorbe facendosele piacere (oltre al fatto che il gusto cambia nel corso del tempo, e anche se esiste una bellezza pura, l’estetica si modifica ciclicamente in pochi anni). Ma avremmo dovuto essere più vigili.

Questo è un post introduttivo, non mi soffermo ora su alcuni gioielli che ho visto perché dedicherò ad un paio di essi post specifici. Ma volevo spiegare un nuovo filone che prenderà avvio nel blog. E devo poi raccogliere le idee (ancora??!!) e soprattutto documentarmi. Naturalmente con lo spirito da osservatrice/spettatrice, dove parlerò più dell’entusiasmo che non dei dettagli strettamente tecnici, che non conosco/capisco.

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