Becksöndergaard Vs. BoBelle, quando il design è uguale

Il mio portamonete Becksöndergaard

Non rinominerò il post separati alla nascita, anche se il design è praticamente uguale. Ma non lo farò esattamente per questa ragione. Che le idee tendano ad assomigliarsi, questo è un dato di fatto storico. Alle volte però qualcuno arriva prima, anche se per una manciata di anni, e se quello che segue è troppo, troppo uguale, viene il sospetto che non ci si è solo ispirati.

Anche copiare è storia vecchia come il mondo. Ma la cosa che mi lascia stupita è quando si ha pure successo. Come se i seguaci di Raffaello avessero avuto lo stesso successo del loro “maestro”.

Questa volta non ci sono di mezzo gioielli, ma pochette e portamonete in pelle di anguilla. Ed è questa particolarità unita al disegno e ai colori che ha acceso in me la lampadina d’allarme.

Riassumo: sull’Evening Standard dell’appena passato mercoledì, c’era un articolo dedicato all’emergente brand BoBelle disegnato dall’inglese Claire Watt-Smith. Fondato nel 2008, con un budget molto limitato, è cresciuto con successo in pochi anni. La storia è raccontata con accoramento, per far capire la fatica di trovare il design giusto, di capire i colori più richiesti dal mercato, di vendere ai mercatini, ecc.

I portamonete Becksöndergaard

Insomma sacrificio che l’ha portata ad essere nominata come una delle 35 top Management Today sotto i 35 anni. Quindi rispetto a tanti altri, il destino l’ha ben ripagata.

E ho pensato: ma io ce l’ho. Ma guarda che caso, pazzesco, ho comprato due anni fa una sua pochette per monete a Roma, in una belle profumeria (accidenti, ho pure pensato, la buyer della profumeria è davvero avanti per aver scovato una designer così agli inizi). Ed è uno dei miei pezzi preferiti che porto quasi sempre nella borsa. Ed ecco che l’ho preso per verificare l’etichetta (evidentemente dentro di me qualcosa diceva che non poteva essere). E infatti non è!

Il portamonete BoBelle

La mia pochette è firmata Becksöndergaard, brand danese (e qui mi sono ricordata che la commessa aveva sottolineato l’orgine dicendo che la pelle era morbidissima e contrariamente all’aspetto molto resistente, confermo, vero), fondato da Lis Beck e Anna Søndergaard nel 2003.

La cosa pazzesca è, che il design dei due prodotti è uguale, la pelle è uguale, i colori accesi sono uguali. Solo che Becksöndergaard è venuto prima (poi magari salta fuori che c’è anche qualcuno più vecchio…). Di fatto il design è quello classico del portamonete della nonna (che magari avrà secoli), ma tutti gli altri dettagli? Insomma BoBelle, tutto quello sforzo per variare così poco? La giustificazione prezzo vantaggioso per il tipo di prodotto, non regge, perché non c’è molta differenza fra i due.

In realtà sto scoprendo che più di un design di successo si basa su idee già utilizzate (l’arte più che la moda, insegna molto), ma con un marketing migliore (che riconferma le abilità anglosassoni nel campo). Solo che mi chiedo, ma chi assegna premi, lo realizza? E infine mi viene spontaneo pensare: BoBelle uguale Boballe?

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